Il Monastero di Santa Maria dei Sette Dolori, situato a via Garibaldi 27 alle pendici del Gianicolo, rappresenta un’oasi barocca nel cuore di Trastevere e una delle più affascinanti sorprese storico-artistiche di Roma. Fondato nel 1640 dalla duchessa Camilla Virginia Savelli, moglie di Pietro Francesco Farnese, l’istituto nacque originariamente per ammettere alla vita religiosa le giovani di nobile famiglia ma di salute cagionevole, per poi evolversi nel 1951 con l’apertura di un asilo per i bambini del quartiere. La progettazione dell’intero complesso fu affidata al celebre architetto Francesco Borromini il quale, tuttavia, a causa delle difficoltà economiche della famiglia Farnese, nel 1665 fu costretto a interrompere i lavori, lasciando la facciata incompiuta. Esternamente, la struttura mostra una facciata in mattoni grezzi caratterizzata da linee concave e convesse che richiamano la tipica forza ascensionale borrominiana, dove il portone sinistro conduce alla chiesa tutt’ora consacrata e quello destro immette nella struttura ricettiva.

L’interno della chiesa si sviluppa su una pianta longitudinale definita da un colonnato perimetrale la cui superficie fluida si muove in un ciclo continuo tra concavità e convessità. I tre lati del Monastero si affacciano inoltre su un Giardino storico il cui disegno attuale risale al 1864, originariamente strutturato in aiuole coltivate singolarmente dalle religiose e impreziosito da una fontana centrale del XVII secolo.

A partire dal 2008, a seguito di un meticoloso intervento di restauro volto a rispettare i criteri architettonici del Barocco e i disegni originali di Borromini, l’antico convento è stato parzialmente trasformato nel Donna Camilla Savelli, un hotel di lusso a 4 stelle del brand VRetreats (VOIhotels). La struttura ricettiva dispone oggi di 94 stanze, suddivise tra camere standard, 8 Suite e una Premiere Suite, mentre tre suore continuano a risiedere in un’ala riservata del complesso. I lavori di recupero hanno valorizzato elementi di pregio come il tabernacolo della Madonnina, i grandi portoni lignei dei piani e gli infissi storici, riadattando le antiche celle delle suore in camere d’albergo senza ricorrere a interventi invasivi. Gli spazi storici mantengono la loro originaria impronta: l’antico refettorio, decorato con i quadri originali del convento, ospita la sala per la colazione invernale, mentre il giardino d’estate si trasforma nell’Elementa Lounge Bar & Bistro’, dove vengono serviti cocktail dedicati alle grandi dinastie romane.

Eliza Anton