A partire da domani, 22 maggio, e fino al 30 settembre 2026, la Capitale ospiterà la mostra personale dell’artista palermitana Ida Saitta, dal titolo “I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneità”.
L’esposizione, curata da Giuseppe Ussani d’Escobar, raccoglie 30 opere incentrate sulla rilettura dell’epica carolingia, dell’Opera dei Pupi e dell’immaginario mediterraneo.
I celebri personaggi letterari come Orlando, Angelica e Carlo Magno vengono trasposti nel presente come simboli di giustizia, libertà e legalità. Saitta, formatasi tra la scuola di Renato Guttuso e la pratica incisoria con Jean-Pierre Velly, traduce questa eredità attraverso il “Magnetismo Lineare”, un pensiero estetico e filosofico da lei stessa elaborato in cui la linea retta assume il ruolo di energia generativa e forza concettuale.
Materia, simboli e sinergia tra arte e impresa
Il percorso espositivo si compone nello specifico di 17 chine, 9 tavole medie, 2 tavole monumentali e alcune installazioni. Le opere si distinguono per una pittura fortemente materica che impiega elementi naturali legati alla terra e al mare siciliano, come la sabbia e il corallo di Sicilia, accostati a stesure di olio e vernice. Tra i lavori principali figurano:
“Orlando e il suo inseparabile, prode destriero Brigliadoro” (2018): una monumentale tavola in legno in cui cavallo e cavaliere si fondono in un’unica tensione dinamica che richiama le decorazioni dei carretti tradizionali.
“La bellissima Angelica…” (2019): un dipinto in cui la figura femminile emerge per centralità cromatica, offrendo una riflessione visiva sui temi della vulnerabilità e del pericolo.
“Carlo Magno il condottiero…” (2018): un’opera a china su carta di cotone che indaga il concetto di autorità e di potere senza ricorrere alla monumentalità classica.
L’iniziativa segna inoltre l’avvio di un progetto culturale promosso da In Più Broker Spa, che ha scelto di aprire al pubblico i propri uffici commerciali all’interno dello storico Palazzo Albertoni Spinola (edificio tardo-cinquecentesco firmato da Giacomo Della Porta e Girolamo Rainaldi). Lo spazio professionale viene così convertito in un luogo di dialogo, volto a valorizzare il connubio strategico tra attività d’impresa, memoria storica e territorio.
Eliza Anton
