Le Gallerie degli Uffizi ospitano presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, all’interno del Saloncino da Ballo, la mostra intitolata “Ferdinando Sarmi New York – Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue”, aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2026. L’esposizione costituisce la prima rassegna monografica volta a ricostruire la parabola professionale del couturier italiano, mettendo in dialogo una selezione di abiti iconici con i documenti d’archivio del Fondo Sarmi e con accessori d’epoca rappresentativi della New York degli anni Cinquanta e Sessanta. Il percorso espositivo analizza circa due decenni di carriera del sarto ravennate, attivo dai primi anni Cinquanta ai primi anni Settanta, evidenziando la sua capacità di coniugare il rigore dell’alto artigianato italiano con i codici del glamour dell’alta società statunitense.
Dalla sfilata di Firenze al successo internazionale sulla Fifth Avenue
Il legame di Sarmi con il capoluogo toscano risale al 1951, quando prese parte alla storica sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini presso il Giardino Torrigiani, evento cardine per il lancio globale del Made in Italy. In quella circostanza il designer fu notato dall’imprenditrice Elizabeth Arden, che lo scelse per guidare la divisione stilistica del proprio marchio a New York; successivamente, nel 1958, lo stilista scelse di fondare la propria casa di moda indipendente, la “Sarmi New York”.
Nel corso della sua attività il couturier divenne un punto di riferimento per l’aristocrazia e il mondo dello spettacolo internazionale, curando l’abbigliamento di personalità iconiche quali Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Marlene Dietrich e la duchessa di Windsor, Wallis Simpson. La mostra, curata da Vanessa Gavioli e dalla studiosa Eugenia Paulicelli, si collega alle ricerche d’archivio che hanno portato anche alla produzione del docufilm “Ferdinando Sarmi – Untold Stories of New York Fashion”. Il direttore degli Uffizi, Simone Verde, ha evidenziato come l’iniziativa consenta di reinserire negli studi di settore una figura fondamentale per comprendere le origini del boom della moda italiana prima dell’avvento del prêt-à-porter.
