Come di consueto, alla fine di ogni edizione di un concorso letterario bandito da me per la mia associazione culturale “Area Cultura”, mi pregio intervistare il vincitore del Premio Gold. Ed ecco che ho incontrato Raffaele Totaro, che inoltre ho scelto anche tra coloro, 12 per la precisione, a cui è stato assegnato eccezionalmente il Premio “Il libro dell’anno”.

L’intervista:

Come nasce la passione per la scrittura ?

In maniera abbastanza naturale. Diciamo che non ho mai pensato di voler scrivere ma ho sempre pensato che ci avrei potuto provare. Ho scritto in maniera casuale il mio primo romanzo e ho collaborato con altri scrittori e curato alcune rubriche di cultura per giornali on line. Poi è arrivato Persichetti che mi ha dato e mi sta dando tante soddisfazioni

Cosa senti quando scrivi ?

Quando scrivo mi sento bene. Nel senso più ampio del termine. E a me basta questo

Che genere ti piace scrivere?

Sicuramente gialli. Però non vorrei ghettizzarmi. Magari un giorno smetto e scrivo di altro

A quale tua opera sei più affezionato? Perché?

Alle stagioni del commissario Persichetti. Perché è stato il primo e vero libro, perché mi è piaciuto scriverlo ed è stato apprezzato.

Ti ispiri a qualcuno?

Ispirare? Direi di no. Ammirare sì, ammiro tanti scrittori. Non li cito per non fare torto a nessuno

Che messaggi vuoi trasmettere nei tuoi scritti?

Non penso di trasmettere dei messaggi direttamente. Magari, essendo Persichetti un personaggio positivo, qualcuno leggendolo può recepire il messaggio che è meglio essere buoni che cattivi. E godersi quello che la vita ci concede.

Sei un sognatore? Qual’è il tuo sogno?

Non penso di essere un sognatore. Non nell’accezione comune, al contrario mi ritengo un pratico. Però sognare è bello, a volte è successo anche a me.

Oltre la scrittura, sei appassionato alla Regia e alla Recitazione. Quale tra queste passioni ti rappresenta o con quale ti senti di avere un legame più profondo ?

Recito ormai da vent’anni. Ho avuto esperienze in compagnie e teatri importanti tra Roma e Firenze, senza trascurare Pistoia, la mia città dove ho cominciato a muovere i primi passi. Poi è venuto il cinema ed anche lì, specie nel settore indipendente, ho avuto le mie soddisfazioni, come attore ed anche come regista.

Però mi reputo e sono principalmente un attore, quindi il mio rapporto più profondo è con la recitazione, senza dubbio.

Se dovessi scegliere tra queste passioni , quall’è la passione che non faresti a meno di vivere?

Sicuramente sceglierei l’arte del recitare.

I tuoi progetti futuri ?

Tanto teatro. Debuttero’ con la regia del “Piccolo Principe” e poi recitero’ Dante e Goldoni e mi accingo a debuttare anche come autore teatrale. È un giallo che ho scritto,  si chiama “Delitto a Villa Albani” e ne sarò anche interprete.

Al cinema tornerò con un film sull’omicidio del commissario Calabresi. Un bel ruolo impegnativo da protagonista.

Sto scrivendo il seguito delle avventure del commissario Persichetti,  ci siamo quasi.

E poi si vedrà.

I miei sinceri complimenti per tutto a un bravissimo artista, direi, tout court, e i migliori auguri di grandi successi sia per la scrittura, per cui due premi meritatissimi, sia per la grande arte del teatro e del cinema.

Angelica Loredana Anton

<<<<Raffaele Totaro è nato il 2 Aprile 1985 in Puglia ma vive da sempre in Toscana. Attore e regista attivo sia in campo teatrale che cinematografico debutta nel 2013 con il romanzo La ragazza del treno. Nel 2017 collabora insieme ad altri scrittori al libro La fine del mondo occupandosi del tema Peccato/Redenzione e nel 2019 esce il suo primo libro giallo “Le Stagioni del commissario Persichetti”. >>>

<<<La trama del racconto: Christian Boldi, un investigatore privato

Christian Boldi è un investigatore privato. Beve, fuma, è spesso distratto. Arriva nel suo ufficio un ricco imprenditore che gli chiede di cercare la figlia, scomparsa da giorni. All’apparenza un caso semplice, quasi banale. O forse non sarà proprio così. Boldi, stanco e sempre più irato, scoprirà che niente è come sembra.>>>

<<<La trama del libro: Le stagioni del commissario Persichetti

Puglia garganica, fine anni ’70. Il giovane commissario Sergio Persichetti, appena trasferito da Pistoia, deve fare i conti con una regione totalmente diversa dalla sua Toscana e con un dialetto che non comprende . Tra nuove amicizie, vecchi amori e parenti lontani e qualche cena a base di pesce, Persichetti indaga su alcuni omicidi commessi sullo sfondo del tavoliere durante le quattro stagioni annuali: estate, autunno, inverno e primavera destino?>>>