Il dipinto “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio acquisita dallo Stato italiano nel marzo scorso, sarà esposto in anteprima e gratuitamente al pubblico dal 28 maggio al 21 giugno nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato, a Palazzo della Minerva.
L’iniziativa, che precede il trasferimento definitivo del quadro alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma a Palazzo Barberini, è stata presentata dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. L’esposizione rappresenta un ideale e temporaneo ritorno a casa per l’artista, il quale visse a lungo tra Palazzo Madama e Palazzo Giustiniani, storiche dimore romane oggi sedi del Senato, ospite del suo protettore, il cardinale Francesco Maria del Monte.
Il ministro Giuli ha sottolineato come questa operazione si inserisca in una precisa strategia istituzionale volta a intercettare beni di eccezionale valore artistico prima che finiscano nei circuiti del collezionismo privato internazionale, citando come precedente analogo il recupero dell’Ecce Homo.
L’evento espositivo consolida la collaborazione tra la Camera alta e il ministero della Cultura, avviata nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica che hanno già visto il Senato ospitare capolavori come la Bibbia di Borso d’Este, la mostra “Il volto delle donne” e l’Ecce Homo di Antonello da Messina.
In concomitanza con l’esibizione del dipinto, la Sala Capitolare offrirà al pubblico la visione inedita di una rara documentazione storica concessa dall’Archivio di Stato di Roma: si tratta di tre registri giudiziari dell’epoca legati alle vicende biografiche del pittore. Tra questi spicca il verbale di interrogatorio del 4 maggio 1598, redatto nel carcere di Tor di Nona a seguito di un arresto notturno avvenuto tra piazza Madama e piazza Navona; nel documento, Caravaggio giustificava il possesso di una spada dichiarando di avere regolare licenza in quanto artista stipendiato e residente presso la dimora del cardinal Del Monte. La mostra rimarrà aperta con accesso libero tutti i giorni, inclusa la festività del 2 giugno.
Eliza Anton
