L’offerta culturale del Comune di Roma si amplia per la stagione calda attraverso una fitta rete di arene estive dislocate in una trentina di piazze, un progetto che si affianca ad iniziative itineranti già consolidate come l’OperaCamion nelle periferie.
La programmazione cinematografica all’aperto, che prenderà il via il 28 maggio con l’inaugurazione a Trastevere e si concluderà l’11 ottobre sulla via Cassia, è frutto di una sinergia tra l’amministrazione capitolina, la Fondazione Cinema per Roma, la Fondazione Piccolo America e l’Anec, integrata dai progetti vincitori del bando “Roma Creativa 365”.
L’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha evidenziato la qualità degli allestimenti e lo sforzo economico sostenuto dal Campidoglio, con costi per singolo schermo compresi tra i 40mila e gli 80mila euro. All’interno delle rassegne, concepite come spazi aperti ai territori e ai residenti (tra cui l’arena simbolo all’Idroscalo di Ostia), troveranno visibilità sia festival di cortometraggi giovanili come “24 Frame al secondo”, sia pellicole di forte rilevanza geopolitica e sociale, tra le quali il documentario sul dissenso russo Mr Nobody Against Putin del regista David Borenstein.
Parallelamente alle attività all’aperto, le istituzioni cittadine stanno definendo una strategia di lungo termine per la riapertura delle sale chiuse e la rigenerazione del patrimonio cinematografico urbano.
Il Comune ha affidato alla Fondazione Cinema per Roma la progettazione per il ripristino dello storico spazio del Rialto, mentre si procede in collaborazione con Alice nella città per il recupero del Fiamma; per le strutture dell’Apollo e dello Stardust verranno invece predisposti specifici bandi pubblici curati dall’assessorato al Patrimonio guidato da Tobia Zevi.
Con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economica dei cinema tradizionali, prima della pausa estiva il Campidoglio promuoverà una gara da 8 milioni di euro in coordinamento con la Regione Lazio e la Film Commission. Tali risorse, che integreranno gli investimenti dei privati, saranno finalizzate alla trasformazione delle sale in spazi ibridi caratterizzati da un mix funzionale di attività culturali e sociali, sul modello metodologico già sperimentato nell’esperienza dell’ex cinema Palazzo nel quartiere San Lorenzo.
Eliza Anton
