In occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, il direttore d’orchestra Riccardo Muti ha guidato una monumentale rassegna corale al Pala De André di Ravenna, radunando 3.546 coristi provenienti da tutte le regioni d’Italia. L’evento ha costituito il cuore pulsante della seconda edizione di “Cantare amantis est”, una vera e propria masterclass e chiamata popolare in cui il maestro ha vestito i panni del divulgatore culturale. Tra i momenti più significativi delle due giornate di prove, Muti si è soffermato sull’esecuzione del Canto degli italiani, l’inno nazionale di Goffredo Mameli, esortando a eseguirlo sempre con nobiltà.
Il direttore ha rivolto anche un preciso messaggio alla classe politica, criticando l’abitudine contemporanea di affidare l’inno a un unico solista anziché alla massa corale, la cui potenza espressiva collettiva risulta insostituibile per rappresentare l’identità nazionale.
Il percorso didattico e artistico della manifestazione ha spaziato attraverso la storia della musica, unendo nozioni di lingua, poesia e interpretazione tecnica. I coristi, tutti in divisa blu, si sono misurati con un repertorio di altissimo spessore che ha compreso l’Ave Verum Corpus di Mozart, definito da Muti un gioiello caduto dal cielo e composto pochi mesi prima della morte del compositore, per poi passare a celebri pagine operistiche come “Casta diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, il coro a cappella della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito.
Durante le sessioni al pianoforte, il maestro ha insistito sul rapporto diretto tra parola e musica, spiegando come il significato profondo dei testi debba necessariamente guidare la conduzione della melodia. L’intera esperienza e il dietro le quinte del progetto formativo saranno inoltre al centro di un documentario in quattro puntate condotto da Jacopo Veneziani, incentrato sull’edizione precedente della manifestazione, che verrà trasmesso in prima serata sul canale televisivo Rai 5 nel corso del prossimo mese di luglio.
Eliza Anton
